Ischitella Gargano


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Influenze e Intervalli Epocali

Periodi di Storia

Periodo Normanno e Svevo
Durante il periodo normanno un certo Paolo donò al monastero di S. Maria di Pulsano la cella di S. Pietrro di Ischitella.
Nel periodo svevo Ischitella fu feudo della Famiglia Gentile Matteo morto nell'anno 1228 durante la crociata di Federico II°. Uomo di grande pietà e munificenza, fece vari donativi a favore del monastero di Torre Maggiore, di quello di Cava dei Tirreni, di Casa Nuova, di S. Leonardo di Siponto. Secondo alcuni avrebbe donato a S. Francesco, pellegrino sul Gargano, una cappella alle porte di Ischitella che sarebbe il primo nucleo dell'attuale chiesa di S. Francesco.
Quanto furono di "fede pura e lodevole devozione" i feudatari di casa Gentile tanto fu infido e fedigrafo Manfredi Maletta. Difatti tradì il nipote Manfredi nella lotta contro Innocenzo IV° e dopo la sconfitta a Benevento ne trafugò il tesoro. Anche Corradino sperimentò la malafede del maletta: non ebbe mai da lui 16.000 once e 1000 soldati che gli doveva. Nell'amministrazione del suo feudo non si comportò meglio; infatti spogliò il monastero di S. Maria in Galdo di un locale di pesca nel Varano detto Boccaturella.
Un piccolo promontorio e una torre tra il lago di Varano e quello di Lesina ricordano ancora il nome di maletta: punta Maletta e torre Maletta, come pronuncia il popolo e non Torre Mileto, come è indicato sui segnali stradali.

Periodo Angioino
Nel 1269 Ischitella fu della famiglia Isardo che la tenne come feudo sino al 1292, anno in cui "Ischitella con canneto et vico" passò a "Teodisco da Cunio" maestro dei balestrieri e fornitore dei castelli del regno". Morto prematuramente teodisco, con concessione del 18 giugno 1297 il feudo fu dato a un signore francese Gugielmo di Janvilla (de Joanville).
Nei primi anni del sec.XIV°, sotto il dominio degli Janvilla le condizioni di Ischitella e di vico erano precarie. Difatti i cittadini erano gravati da tasse pesantissime e la peste, inoltre mieteva vittime. Gli ischitellani erano in lotta con i carpitesi per motivi di confine nel territorio di Varano. Molti abbandonavano il paese. Per questi fatti il 12 novembre 1305 si ordinava al Giustiziere di Capitanata di promuovere un'inchiesta a Ischitella e Vico. Nel 1387 Carlo III° D'angiò concesse a Enrico Bulgarello un terzo del feudo di Ischitella; gli altri due terzi a Francesco Dentice. Il figlio Antonio Dentice nel 1430 acquistò il feudo di Ischitella con Varano e così le lotte tra Ischitellani e Carpinesi cessarono.

Periodo Aragonese
Nel 1442 si insediava a Napoli Alfonso d'Aragona. Ischitella, Rodi e Vico trovarono opportuno in questo frangente di ribellione tra Ferdinando I D'Aragona succeduto ad Alfonso e Giovanni D'Angiò formare una lega che li impegnava ad agire di comune accordo; se nonché Ischitella rimase fedele a Giovanni d'Angiò. Questa ribellione apportò delle conseguenze: a Luigi Dentice furono confiscati i suoi beni e tra questi il feudo di Ischitella con Varano e Peschici. Il figlio Giovanni Dentice seppe riconquistarsi la fiducia del re e quindi fu reintegrato in tutti i suoi possessi. Giovanni morì nell'anno 1480 e passò il feudo alla figlia Adriana.

Periodo Spagnolo e Francese
Nel 1501 il Regno di Napoli passò nelle mani del re di Francia Luigi XII° e Ferdinando il Cattolico. Adriana Dentice nel 1497 sposa Giovanni de Sangro e ottiene la conferma del feudo di Ischitella da parte del re di Francia, Luigi XII°. Durante questo periodo nel feudo di Ischitella non mancano le continue liti da parte di Adriana verso i canonici di S. Maria delle Tremiti e contro lo zio paterno Ladislao Dentice. Adriana morì il 13 dicembre dell'anno 1549; gli successe il figlio Ferrante de Sangro che morì indebitato; il feudo fu messo all'asta il 17 ottobre dell'anno 1571 e fu acquistato da Bernardino Turbolo per più di 50.000 ducati. Questo periodo fu molto agitato per il paese per le lotte tra l'Università e il signore feudale. Annibale Dentice ultimo erede della famiglia vendette il feudo a Luigi Pinto per la somma di 125.430 ducati. Luigi Emanuele Pinto morì e a lui successe il figlio Francesco Emanuele ancora fanciullo.

Periodo Austriaco, Borbonico e Napoleonico
Nel regno di Napoli al Vicereame spagnolo subentrò nel 1707 quello austriaco che durò fino al 1734. Agli Austriaci seguirono i Borboni che lo tennero fino all'unificazione salvo la breve interruzione del periodo napoleonico.
A Ischitella signore feudale era Francesco Emanuele Pinto; il suo feudo comprendeva anche metà Varano e Peschici. Egli fu il più illustre dei feudatari del paese, aveva il titolo di principe di Ischitella e marche di Giugliano. A lui si deve la costruzione del suo palazzo sui ruderi dell'antico castello, della chiesa di S. Michele, oggi S. Eustachio, e di una cappella al cimitero. Fu uomo indubbiamente colto e raffinato se raccolse nel suo palazzo di Napoli circa 700 tele di buoni autori prevalentemente contemporanei, come Gennaro Abate. Alla morte del principe Francesco Emanuele Pinto, 30 ottobre 167, gli succedette il figlio Pasquale ultimo dei feudatari di Ischitella in un periodo travagliato da liti e perfino da una sommossa popolare. (2 agosto 1806). Con l'occupazione francese si passò al governo dei sidaci: il primo sindaco fu Troiano Masella la restaurazione borbonica determinò anche a Ischitella il sorge della Carboneria che prese il nome di"I Figli di Milo". Essa fu molto attiva nei moti del 1820. Per la causa dell'Unità d'Italia anche ad Ischitella ci fu la reazione antiborbonica e molti finirono in carcere o furono esiliati, come l'arciprete e il poeta Alessandro Nobiletti mentre mons. Alessandro Basile fu esiliato.

Dall'unificazione ai giorni nostri
Dal 1860 al 1918 ischitella fu governata dai liberali. In questo periodo crebbe l'istruzione e migliorarono i collegamenti stradali con i paesi vicini.Peggiorarono invece le condizioni economiche della popolazione specialmente quando da 1866 fu abolito il beneficio ecclesiastico. Difatti la chiesa di Ischitella possedeva all'epoca 66 carri e 8 versure e mezzo di terra pari a circa 1630 ettari di cui beneficiavano una trentina di preti con le rispettiva famiglie. Iniziò così il triste fenomeno della emigrazione specialmente verso gli stati uniti d'America. I caduti nella prima guerra mondiale furono sessanta. Nel 1920 la situazione economica peggiorò sotto il sindaco Alfredo Triggiani. Durante il fascismo la protesta fu sopita, ma le condizioni economiche non migliorarono granché. La seconda guerra mondiale fece raddoppiare il numero dei Caduti, tuttavia Ischitella non fu mai toccata da azioni belliche.
Con l'avvento della Repubblica il potere a Ischitella fu conquistato dalle sinistre e il primo sindaco fu il socialista Matteo Laganella. In questi anni di amministrazioni di sinistra e quelle poche di destra si sono registrate radicali trasformazioni urbanistiche e sociologiche.

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Oggi è:   |   Aggiornato il: 19 feb 2012   |   Sono le ore:

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